Balla che ti passa

Anni fa, durante la mie frequenti visite londinesi, ricordo di aver imparato alcuni trucchi per viaggiare in metropolitana senza pagare il biglietto.
Non che mi sia mai trovato poi a metterli in pratica, ma è sempre utile sapere come potersela cavare in caso di emergenze e imprevisti.

Uno degli espedienti più divertenti era quello di chi si metteva a ballare davanti ai controllori che stazionavano all’uscita delle stazioni per controllare i biglietti.
Non era ancora l’epoca delle macchinette automatiche e delle strisce magnetiche: si viaggiava tutti con il tesserino dotato di fotografia, che doveva essere mostrato assieme al biglietto/abbonamento durante il passaggio dal cancelletto.
Mi sono sempre chiesto come facessero a leggere certe scrittine che gli passavamo davanti in modo tanto fugace; baravano?
O venivano selezionati per la vista da falco?

I viaggiatori non paganti più spiritosi e coraggiosi iniziavano a ballare prima di arrivare a incrociare il controllore di turno, nella speranza che al loro passaggio danzante il cerbero si distraesse, non leggesse bene la validità del biglietto o che, nella peggiore delle ipotesi, si muovesse a pietà e indulgesse.
Una corsa gratuita scroccata in cambio di un sorriso, insomma.

Nella vita saper improvvisare e mettersi a ballare può tornare utile.
Davanti a certe avversità un balletto può aiutare non tanto a distrarre gli eventi, quanto a distrarre noi e a recuperare un po’ di buonumore.
Oppure riesce a farci rimettere in una prospettiva più giusta la grandezza degli eventi, ridimensionando cose che nella foga del viverle possono sfuggirci e assumere dimensioni spropositate.

Modello: Gianluca Gori

Ale Di Gangi

  • Date: 04 12 2014
  • Filed under: Ale Di Gangi, Fotografia